EAC prodotti alimentari: l’intricato sistema di controllo sugli alimenti dell’UEE

Cos’è l’EAC prodotti alimentari?

I prodotti alimentari, incluse le bevande alcoliche e analcoliche, come vino, birra, succhi di frutta e acque minerali, per essere introdotti e venduti nei territori dei paesi aderenti all’Unione Economica Eurasiatica, che attualmente sono Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, devono essere muniti di appositi certificati e autorizzazioni. La documentazione richiesta varia in base alla categoria a cui appartiene il prodotto e il processo di certificazione può rivelarsi piuttosto articolato.

A garanzia della qualità e della sicurezza, è stato istituito il marchio EAC, che viene applicato ai prodotti che provano di aver soddisfatto tutti i requisiti richiesti dai Regolamenti Tecnici dell’UEE. La tutela della salute dei consumatori e dell’ambiente e il rispetto di certi standard qualitativi del prodotto e della produzione sono l’obiettivo primario della certificazione.

La certificazione EAC prodotti alimentari è entrata in vigore nel 2013 e ha soppiantato i vecchi GOST nazionali, salvo alcune rilevanti eccezioni.

EAC prodotti alimentari: come ottenerla

Per ottenere l’EAC prodotti alimentari, possono essere richiesti il certificato di conformità EAC, la dichiarazione di conformità EAC o la dichiarazione di conformità GOST statale, in dipendenza dal tipo di alimento in questione. Le conformità EAC vengono rilasciate da enti accreditati presso la Rosakkreditaziya (Servizio federale per l’Accreditamento) e iscritti nel Registro Unico degli Enti di Certificazione e Ispezione dell’Unione Economica Eurasiatica, ciascuno esclusivamente per il proprio scopo di accreditamento. Chi produce al di fuori dell’UEE, ha bisogno di un rappresentante autorizzato in loco per poter richiedere l’avvio dell’iter certificativo.

Per alcune tipologie di alimenti, come per esempio quelli destinati all’infanzia, è propedeutica la Registrazione Statale per poter ottenere il marchio EAC prodotti alimentari.

Altre, invece, sono addirittura escluse dall’obbligo di certificazione di conformità EAC: per i prodotti ittici, i prodotti dell’apicoltura (come il miele), i mangimi e i gli additivi per mangimi è sufficiente una dichiarazione di conformità GOST standard. La procedura, in questi casi, prevede che il produttore registri la produzione presso l’ente deputato nel paese di riferimento e che compili una dichiarazione di conformità sulla base dei risultati ottenuti dai test previsti dal controllo qualità aziendale. Se in un primo momento si può avere l’impressione che questa via sia la più facile, forse è bene riflettere sul fatto che tutte le responsabilità di verifica della qualità ricadono sul produttore.

Una volta ottenuti, a seconda delle esigenze, il marchio EAC o il marchio GOST, la merce può entrare e circolare nei territori dell’UEE.

Cosa conviene certificare?

In base al tipo di articolo e al piano commerciale, l’azienda produttrice può decidere che tipo di certificazione EAC prodotti alimentari richiedere.

Se si tratta di un ordine una tantum, commissionato da un importatore residente nell’UEE, può essere conveniente certificare il singolo lotto.

Se, invece, si prevede di vendere direttamente al pubblico, a più acquirenti o a un rivenditore non residente nell’Unione Economica Eurasiatica che commercia con essa, è meglio optare per una certificazione della produzione in serie, che ha una durata da 1 a 5 anni, dopo i quali bisogna ripetere tutta la procedura, ma che non pone limiti a quantità o numero di clienti.

Un prodotto, più Regolamenti Tecnici

Ci sono alimenti o categorie che ricadono sotto più di un Regolamento Tecnico, a causa delle proprie caratteristiche intrinseche. Ecco i principali Regolamenti Tecnici (CU TR) dell’Unione Economica Eurasiatica da prendere in considerazione prima di richiedere una certificazione EAC prodotti alimentari:

  • CU TR 005/2011 sulla sicurezza dell’imballaggio;
  • CU TR 021/2011 sulla sicurezza dei prodotti alimentari;
  • CU TR 022/2011 sulla marcatura di prodotti alimentari;
  • CU TR 023/2011 su succhi e bevande contenenti verdure e frutta;
  • CU TR 024/2011 sui prodotti ottenuti da oli e grassi animali e vegetali;
  • CU TR 027/2012 sulla sicurezza di particolari tipi di alimenti speciali, incluse la nutrizione dietetica clinica e dietetica protettiva;
  • CU TR 029/2013 sulla sicurezza degli additivi alimentari, gli aromatizzanti e i coadiuvanti tecnologici;
  • CU TR 033/2013 sulla sicurezza del latte e dei prodotti lattiero-caseari;
  • CU TR 034/2013 sulla sicurezza della carne e dei prodotti a base di carne;
  • CU TR 040/2016 sulla sicurezza del pesce e dei prodotti ittici.


Autore: Ing. Rigon
Ingegnere, Imprenditore , Consulente Direzionale, CEO e fondatore di Sicert s.r.l. Ideatore di AnalisiRischiMacchine.com

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